Osteria della Fontebuona
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L'emigrazione-the emigration

Favale di Malvaro è conosciuta come la piccola capitale dell'emigrazione.
emanuele demartiniNella prima metà del 1800 la popolazione del paese con tutte le sue frazioni sparsi era in continua crescità. Si sa che dal 1838 al 1848 il numero di abitanti passa da 1.600 a 1.900.
I bassi redditi della modesta agricoltura locale, gli scambi, molto limitati dalla difficoltà di comunicazione, dei pochi prodotti dell'allevamento e dello sfruttamento del bosco non potevano bastare a una crescente popolazione.Questo angolino della Val Fontanabuona era fra i più poveri della valle.
Appena oltrepassati gli anni “50 del secolo scorso, già sembrano manifestarsi evidenti sintomi di una involuzione demografica che con forte e progressivo decremento porterà questo comune ad avere all'inizio del ventesimo secolo il più alto tasso emigratorio della Fontanabuona.

arrive ellis carrybags lgTra il 1861 e il 1911 sparso nelle Americhe esisteva un altro pezzo di Favale, “una colonia statunitense più numerosa della popolazione residente”. Un fattore importante per far decidere a intere famiglie di partire era l'eco dei successi che giungeva alla gente in patria. Due esempi di grandi risultati sono la storia di Amedeo Pietro Giannini, bancario che stimolava gli emigrati a rimanere negli U.S.A., aiutando loro con piccoli problemi finanziari (suo fu la frase:”Un dollaro non è molto, ma vale la pena di risparmiarlo”) e quella dei fratelli Pezzolo. Il primo di sette fratelli, Luigi, appena diciottenne era arrivato nel 1900 a San Francisco e iniziò a lavorare come calzolaio. Nei anni successivi lo raggiungono i suoi fratelli che formarono un sestetto di suonatori di fisarmonica, che ebbe grande successo, tanto che i pezzolo fondarono numerose scuole di fisarmonica.

Durante gli anni di guerra il fenomeno si attenua, ma non si interrompe, esso riprende consistenza subito dopo, ma negli anni “20 sembra preferire come mete i paesi sud-americani. A motivare le partenze, oltre ai problemi economici era anche il richiamo dei molti parenti e amici, già discretamente inseritisi.
Una storia quindi sofferta, quella dell'emigrazione, che però, lentamente, grazie al denaro “mericano” ha migliorato il il livello sociale delle popolazioni dell'entroterra.
Oltre al museo e una statua dedicati all'emigrante nella piazza del paese, si celebra, da un cinquantennio, ogni anno nell'ultima domenica di giugno, la giornata dell'emigrante.

Anche la villa del 1895 dove si trova l'Osteria e B&B della Fonte Buona ha la sua storia di emigrazione. Il costruttore e proprietario Boitano Luigi divenne “Re della Frutta” a Chicago. Tornava regolarmente a Favale con sua moglie. La loro figlia visse ed ebbe dei figli qui, che continuarono a mantenere viva la storia del loro nonno, le pronipote non vivendo più a Favale decirono nel 2001 di vendere la casa. Giovanni e Marieke visitando per la prima volta la villa si rendono subito conto che è il luogo ideale dove avviare un'Osteria, in più nasce l'idea delle stanze.
Trasformando la casa in una struttura pubblica Giovanni e Marieke rendono più facile la visita di tanti parenti di emigranti che tornano a Favale in cerca di prove concrete dell'esistenza lontana dei loro nonni offrendo alloggio e la possibilità di un'accompagnatrice e traduttrice.
il piano




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